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In attesa di storie

C’è la Storia, quella con la S maiuscola, quella che si studia a scuola, e per quella c’è sempre tempo.

Poi ci sono le storie, dove la s è minuscola, ma non per questo sono meno importanti. Anzi, è che sono tante, mai troppe, il giusto. Il difficile è che non bisogna perdersene nessuna, per questo hanno la s minuscola, per confondersi tra di loro, perché afferrarle deve essere un’avventura, perché nessuno le insegni, ma tutti le vivano.

Per le storie, infatti, non siamo mai in tempo, anzi, loro corrono così veloci che neanche ce ne accorgiamo: perché quelle storie sono già cominciate, cominciano sempre e soffrono la parola fine, proprio non la sopportano, e si cercano continuamente, perché ognuna di quelle storie ha bisogno di tutte le altre storie.

Ma dove sono quelle storie? Dove possiamo andare a cercarle? Dove possiamo trovarle?

Bisogna fermarsi un attimo, si è vero, loro corrono veloci, però se noi ci fermiamo a cercarle, loro per un attimo si fermano. Un attimo solo, il tempo di una scintilla. Il tempo di accendere lo sguardo. E loro sono lì. Dentro e fuori di noi.

Perché le storie siamo noi. Perché le storie sei tu, chi ti sta a fianco, le storie sono tu e lei, tu e lui, tu e gli altri, tu con gli altri, le storie sono i tre al tavolo in fondo, vicino al cibo che si guardano intorno, le storie sono lei che è già in piedi a fare amicizia, le storie sono lui che ancora non ha parlato, e quei due che invece non hanno ancora smesso di raccontarsi, neanche il tempo di finire la seconda oliva e sembra che si siano già detti tutto, eppure continuano: che belle le storie!

Perché quelle storie sono già cominciate. Sono cominciate poco prima di entrare, con la valigia che non passa per la porta, sono cominciate alle prime imprecazioni all’ennesimo scalo, sono cominciate davanti alla videocamera quando per un’istante abbiamo dimenticato anche il nostro nome.

Ma quelle storie, quelle che ci siamo portati dietro, quelle che scopriremo, continueranno per tutta la settimana, saranno le storie di ognuno di noi davanti a continue prove, saremo noi quando impareremo qualcosa, quando ci abbatteremo perché invece qualcosa non ci viene, quando saremo presi dall’ansia poco prima di salire sul palco, quando appena saliti sul palco ci sembrerà di non ricordare più niente, o che quel pezzo che abbiamo scritto non funzionerà, saremo in attesa di un applauso, in attesa di un abbraccio.

Ah, giusto. Dimenticavo: le storie sono sempre in attesa.

Per cui, non importa che siate Scrittori di Creatività, o Animatori Videografici, o Artisti di Varietà, siamo qui per portare le nostre storie e per crearne di nuove, per soddisfare le attese e per inventarne altre, di attese.

Per metterci tutti in relazione, perché le storie solo così funzionano, perché ogni volta che ci prendiamo cura di tutte le storie, le nostre e quelle degli altri, siamo come quegli artigiani che nella passione del loro lavoro si avvicinano sempre più all’Arte:

Ora è tempo di andare a dormire, perché da domani mattina bisognerà essere pronti, perché ad inseguire le storie non si smetterà mai di meravigliarsi, ma la meraviglia richiede anche molta fatica.

Buona notte a tutti!

 

Questa è la storia che il nostro docente di scrittura creativa, Luca Ferrando,
ha creato e dedicato all’inaugurazione di STAR IN SCENA 2016.