Manifesto

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“Fare teatro vuol dire praticare un’attività in cerca di senso. Preso a sé, il teatro, si rivela un residuo archeologico, tuttavia, in questo residuo archeologico, che ha perso la sua utilità immediata, vengono iniettati valori di volta in volta diversi. Possiamo adottare quelli dello spirito del tempo e della cultura in cui viviamo. Possiamo invece cercarvi i nostri valori.” (Eugenio Barba, La canoa di carta)

Fin dai tempi più antichi, per arrivare alla storia più recente, scuole di pensiero diverse hanno valorizzato del teatro due vocazioni distinte: da un lato la performance con la sua potenza estetica; dall’altro, il processo a valenza socio-educativa, in alcuni casi anche con tratti esplicitamente terapeutici.
La “Scuola di Teatro, Arte e Relazione – S.T.A.R.” vuole sostenere un tipo di teatro che sintetizzi, nei punti di forza reciproci, le due vocazioni, prendendo da una l’aspetto artistico (performativo, estetico) e dall’altra l’aspetto sociale (relazionale), al fine di percorrere una terza via, in cui arte e relazione si fondono.

É proprio su questa strada che la Scuola vuole collocare la propria idea di teatro, definendola Teatro di Senso.
Senso inteso come direzione, per la sua capacità di richiamare le possibilità di essere che l’arte mostra; direzioni in cui ciascuno si può riconoscere e identificare.
Senso inteso anche come sentire, come connessione tra le due facce dell’esperienza: quella “storica-personale” e quella del “qui e ora”.
Senso, infine, come creazione di significato, rielaborazione personale e collettiva, capace di dare vita a un circolo virtuoso creatore di nuovo senso.

Il Teatro di Senso permea ogni aspetto che la Scuola di Teatro, Arte e Relazione vive:

  1. Le proposte formative
  2. I laboratori creativi
  3. Gli spettacoli

Nel suo svolgersi, il Teatro di Senso si muove attraverso due capisaldi, che si intrecciano continuamente: messaggio e relazione.

Il messaggio diventa il fil rouge della creazione, trasmesso attraverso diversi linguaggi artistici, comunicabile esclusivamente attraverso la relazione: in questo incontro emerge il connubio tra etica ed estetica, dove il senso del bello è legato necessariamente a un contenuto di valore.

Il genere teatrale che viene scelto per incarnare l’intreccio dei due capisaldi è il teatro di varietà. É infatti possibile riconoscere, tra le caratteristiche di questo genere, una relazione che si fa contatto profondo grazie a un messaggio che lega attore e spettatore in un’unica esperienza collettiva; d’altro canto, è proprio la relazione tra i diversi linguaggi artistici che permette di arrivare, seppur sotto diverse spoglie, a parlare dello stesso messaggio con ciascuno.

Il Teatro di Senso è pensato per tutti quelli che hanno voglia di trasformare i sistemi statici in possibilità dinamiche. Nell’acronimo S.T.A.R. la Scuola viene ancora prima del Teatro, perché fonda l’identità artistica: infatti, la Scuola non esiste solo in risposta ad uno scopo formativo in senso stretto, ma come condizione necessaria per mantenere vivo il Teatro di Senso, dando la possibilità di riconoscersi all’interno di gruppi creativi dove il senso è sempre relazionale e dinamico. La pedagogia della Scuola implica un processo multidisciplinare che innesta un cambiamento in relazione con se stessi e gli altri, in un’esperienza didattica e professionale, all’interno della quale ognuno trova il proprio senso narrativo, portando in scena il processo stesso.

La struttura della Scuola rispecchia fedelmente il manifesto artistico.Infatti, la Direzione Artistica non è affidata a un solo artista, ma all’intero PointLAB, ovvero quello spazio di creazione e confronto composto da tutti i docenti della Scuola di Teatro, Arte e Relazione. Inoltre, è presente una palestra permanente di sperimentazione artistica, formata dagli Artisti Terrestri, ex-allievi selezionati dal PointLAB.

Torino lì, 13 Maggio 2016