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Inaugurazione Collegium Trinitatis

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«A casa lontano da casa»: con questo claim è stato inaugurato, mercoledì 8 novembre, il nuovo collegio universitario di Torino, il Collegium Trinitatis, progetto nato dalla collaborazione della Diocesi e la Pastorale universitaria, il gruppo AnimaGiovane Altresì e la Fondazione Crocetta, emanazione dell’arciconfraternita della Ss. Trinità.

Sorto nei cinque piani per quasi duemila metri quadrati di un palazzo storico proprietario della Fondazione – ristrutturato integralmente nel 2017 – l’edificio non è solo una struttura di accoglienza, ma un polo educativo e formativo votato all’accompagnamento intergenerazionale della crescita umana dei giovani universitari che, non solo dall’Italia, giungono in città per frequentare gli atenei torinesi.

All’interno della residenza si alterneranno diverse proposte educative e formative gestite dal gruppo AnimaGiovane Altresì. Il suo presidente Gigi Cotichella e Cristian Casula, presidente di Altresì e direttore del collegio, rappresentano il punto per cui passano le diverse proposte dell’offerta formativa: corsi, iniziative, percorsi di sensibilizzazione ed esperienze nel campo socio-culturale, oltre che eventi culturali, workshop tematici in loco, scambi comunitari di condivisione attraverso le azioni del quotidiano; ma non mancheranno nemmeno borse di studio per gli studenti più meritevoli in situazione di difficoltà economica.

All’inaugurazione, le istituzioni civili, religiose e accademiche sono così intervenute a confermare quell’impegno attivo che ogni area della società per ogni progetto educativo non può permettersi di aggirare. L’Arcivescovo mons. Cesare Nosiglia ha avvertito come sia «la formazione, didattica e umana, l’investimento più prezioso per la crescita – non solo economica – della società»; e continuando, «se il Collegium accoglierà e accompagnerà gli studenti universitari in un percorso formativo di ispirazione cattolica, non potrà dimenticarsi del monito di Papa Francesco rivolto agli studenti universitari, in merito alla necessità di formarsi anche attraverso la ‘scuola della strada’, ovvero il servizio ai poveri e il contrasto del fenomeno dei Neet». 

Parla di noi anche La Stampa : 

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Informativa ai sensi dell'art. 13 D.LGS. 30 giugno 2003 n.196
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